Stefano, il 55enne vincitore di Mentathlon: l'esercizio serve, eccome!
29630caAltro che perdita delle attività cerebrali ! A 55 anni, Stefano Forcolin non solo è vincitore assoluto della gara delle menti organizzata da Mentathlon, sbaragliando anche concorrenti ben più giovani, ma partecipa, e spesso vince, anche i campionati mondiali di enigmista. In un'intervista a Lifely, Forcolin racconta del suo approccio con i giochi di abilità cerebrale e di quali siano i benefici che ne trae nella vita quotidiana. Lifely ha sentito poi anche il parere del secondo vincitore 'quasi' ex aequo, il 31enne Paolo Grandi. E l'esercizio del cervello serve, eccome !
Si è tenuta a Rimini la finalissima di MENTATHLON®, la competizione di ginnastica del cervello organizzata da Assomensana. L'ha spuntata un fuoriclasse giovane di mente, ma un po' meno quanto ad anni: Stefano Forcolin, classe 1957. Nella competizione il campione, dopo essersi piazzato primo nella categoria senior, riservata agli Over50, affrontando gli altri superavversari, ha partecipato alla gara finale intergenerazionale. E ha vinto. Battendo anche i più giovani e abbaendo lo stereotipo che con l'età si perdono attività attività cognitive.
Stefano, dobbiamo considerarla un 'mostro di bravura', lei che ha vinto la gara di Mentathlon sbaragliando anche 20 e 30enni o il suo è un traguardo raggiungibile da tutti, o quasi ?

Il gioco enigmistico - dice Forcolin, nato in Venezia Giulia, ma ora residente a Manchester con moglie e figlio - è la mia passione da tempo, probabilmente ereditata già da mio padre che faceva spesso le parole crociate. Diciamo che mi trovo a mio agio con questo tipo di esercizi. Detto ciò non mi considero un mostro, ma, certo, l'allenamento è decisamente utile.

Quali benefici osserva nella sua vita quotidiana, derivanti dalla sua pratica di ginnastica per il cervello ?

Certamente è difficile individuare che cosa sia derivante dalla ginnastica per il cervello o invece semplicemente da un'inclinazione caratteriale. Quello che posso dire è che nel corso della mia via, ciò che mi ha sempre aiutato sono state la determinazione e la capacità decisionale. A monte di queste qualità si possono individuare alcuni corollari: capacità nella valutazione delle situazione, capacità di analisi e di sintesi, abilità ad astrarre e a guardare le cose dall'esterno, lucidità mentale. E queste sono tutte qualità che certamente si sviluppano e crescono anche grazie ai giochi di abilità mentali.

Ma a lei non accade mai di dimenticare una parola, o di non riconoscere una persona, o di non ricordare dove sono le chiavi della macchina?

No, no. Questo accade anche a me. Ma questo non è necessariamente sintomo di un calo dell'attività cerebrale. Quest'ultima infatti si basa anche sulla contestualizzazione, su meccanismi di compensazione e questi invece sono fattori che con gli anni si perfezionano.

Paolo Grandi, 31 enne toscano è arrivato praticamente ex aequo rispetto a Forcolin, anzi alle selezioni online aveva ottenuto anche un punteggio maggiore.

Paolo, al contrario di Stefano, non è figlio d'arte, anzi - dice - la famiglia ha sempe visto questa attività come una perdita di tempo.

E invece quanto beneficia la sua quotidianità delle sue abilità mentali ?

"Moltissimo: ne guadagno in termini di riflessi, memoria e ragionamento. Anche Paolo partecipa a gare e concorsi enigmistici con una netta specializzazione per i numeri: conosco a memoria il numero di telefono di tutti i miei conoscenti. E mi rendo conto che tutta la tecnologia (dalla memorizzazione dei numeri di telefono, all'agenda elettronica, alla calcolatrice) riduce  le capacità cognitive. Per me è normale ricordare una sequenza di 20 numeri: un codice a barre, con 14 cifre, è uno scherzo. E' tutta una questione di esercizio. Come per i muscoli: ci vuole allenamento !

 

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